top of page

Articoli Giornale sul JKD

E' uscito un nuovo giornale cartaceo che con grandi iniziative, si e' prefissato di dare nuove notizie per tutto il territorio di Catania e provincia. Il capo editore di codesto giornale, Livio Grasso, ha incaricato il gia' rinomato e conosciutissimo maestro Alessandro Costantino, Espertissimo di JKD e di Wing Chun Tradizionale Cinese, a curare la pagina creata apposta sulle arti marziali e a fornire a codesto giornale tutti gli articoli necessari sul Kung Fu e sul JKD, perche' sono di sua competenza. Essi saranno da noi pubblicati ad ogni uscita del nostro giornale, che sara' a tiratura Mensile, "Il corriere Acese". Seguiteci e leggete ogni numero nuovo che vi sara' presentato, e che puntualmente sara' pubblicato ad ogni uscita, proprio qui, in questa pagina principale, che e' stata creata appositamente per voi.
Articolo 4.jpg
Foto 1.jpg
foto 2.jpg
Articolo 3.jpg
Articolo 5.jpg
Articolo sul JKD
Jeet Kune Do: una filosofia di combattimento per la vita.

Nacque a San Francisco il 27 novembre 1940 con il nome di Lee Jun Fan, da Grace Ho e Lee Hoi-chuen, famoso cantante lirico e attore cinematografico cantonese. Il futuro artista di kung fu trascorse gran parte della sua infanzia a Hong Kong, dove fu attore bambino in diversi film. Ma presto fu chiaro che il suo interesse non si limitava alla recitazione. Iniziò a praticare boxe e danza da adolescente e si allenò nel Wing Chun, una forma di kung fu concettuale , per combinare la sua grazia nei movimenti con la passione per il combattimento. All'età di 18 anni si trasferì negli Stati Uniti per frequentare l'università, dove insegnò anche arti marziali. Finalmente a Los Angeles, nel luglio del 1967, nel giardino della sua villa, sviluppò la sua prima idea di liberazione da tutte le arti marziali vetuste ed inutili tecnicamente, la chiamo’ col nome Jeet Kune Do. Contemporaneamente, è apparso in diversi film e programmi televisivi statunitensi, solitamente in piccoli ruoli legati alle arti marziali. Fu solo al suo ritorno a Hong Kong che ottenne i suoi primi ruoli da protagonista, con gli studi Golden Harvest. Era all'apice della sua fama mondiale quando morì improvvisamente per un edema cerebrale il 20 luglio 1973. Aveva solo 32 anni. L'ultimo film uscito durante la sua vita, nel 1973, fu’ "I 3 dell'Operazione Drago", mentre l’ultimo combattimento di Chen, titolo originale “The game of death”, fu’ completato dopo la sua morte, nel 1978: entrambi furono grandi successi hollywoodiani. Mentre l'eredità di Lee è principalmente definita dalla sua superiore forma fisica e dalle sue abilità tecniche di combattimento, i principi filosofici che sviluppò durante la sua breve vita hanno ricevuto meno attenzione. Il suo stile di arte marziale, il Jeet Kune Do, riassume la sintesi di questi due aspetti della sua vita. "Le tecniche e le filosofie del Jeet Kune Do possono essere applicate al combattimento reale così come alle situazioni di vita difficili, essendo da lui state concepite per essere semplici, dirette e non classiche. Il Jeet Kune Do consiste in tecniche f isiche complete di filosofie applicate, e per questo motivo esse richiedono all'individuo che le accetta, di raggiungere il suo stato di essere più elevato", secondo il sito web della Bruce Lee Foundation. La perfetta consapevolezza del proprio stato corporeo e la pace interiore da raggiungere, con il proprio posto nel mondo sono fondamentali per il lavoro di Lee. Anche il suo consiglio di "sii acqua, amico mio" è stato ampiamente citato nel corso degli anni ed è legato a questa filosofia di malleabilità e completa consapevolezza del proprio sé fisico e spirituale. Come l'acqua che si versa in una tazza e ne cambia la forma, Lee consigliava l'adattabilità pur rimanendo fedeli alla propria identità. Lui diceva: “Ora, se metti dell’acqua dentro una tazza, essa diverra’ la tazza, se la metti dentro una bottiglia, essa diventera’ la bottiglia, se la metti in una teiera, essa diverra’ la teiera, l’acqua puo’ guarire, l’acqua puo’ distruggere, sii acqua amico mio(be water my friend). Essere fedeli a se’ stessi per Bruce rappresentava la parte piu’ importante della filosofia marziale. La parte più importante dell'eredità di Lee è forse ciò che ha lasciato rispetto al resto degli attori asiatici di Hollywood di quel tempo. È stata in assoluto la prima star asiatico-americana di Hollywood davvero unica e, nonostante la sua prematura scomparsa, Bruce e’ riuscito ad aprire la strada alle generazioni future che da sempre cercano di imitarlo e seguirne gli insegnamenti. È stato una delle prime star asiatico-americane ad avere un ruolo da protagonista in un grande film a carattere internazionale. Ma il suo ruolo di filosofo e pensatore colto, merita anche maggiore attenzione da parte della storia. Il libro "Artist of Life" trae spunto dai suoi diari privati. Nel frattempo, la sua eredità è tutt’oggi curata e portata avanti dalla splendida figlia, Shannon Lee.

ar 1 foto INTERNA..jpg
bottom of page